Immobili, il Governo corre ai ripari

  
 
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Immobili, il Governo corre ai ripari

Fonte: IL SOLE 24ORE Il Governo correggerà il regime d'esenzione Iva sugli immobili

DECRETO LEGGE 223: OSSERVAZIONI

13/07/2006 Dl 223: Ance, bene l’impianto ma preoccupano le norme fiscali

Decreto bersani

Ance:Decreto Bersani contro l’evasione immobiliare

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Fonte: IL SOLE 24ORE Il Governo correggerà il regime d'esenzione Iva sugli immobili

ROMA - Il Governo correggerà il regime d'esenzione Iva sugli immobili, appena varato con la manovra bis. Lo ho annunciato un comunicato del vice ministro alle Finanze, Vincenzo Visco. «Il Governo - recita la scarna nota - ha concluso questa sera (ieri per chi legge, ndr) il processo di acquisizione di informazioni e notizie in relazione al decreto Bersani-Visco. In base alle nuove informazioni raccolte si è deciso di apportare alcune modifiche su alcuni aspetti del provvedimento, in particolare per quanto riguarda gli immobili».
La decisione di dare l'annuncio è stata presa solo in tarda serata, attorno alle 21. Anche per aspettare la chiusura dei mercati azionari, considerata la delicatezza della questione e le ripercussioni che il dibattito ha avuto sui titoli del settore in questi giorni. Tuttavia, la riflessione sull'opportunità di correggere l'intervento sull'Iva, quello che il ministero considera il vero problema, era aperta da giorni. A sciogliere la riserva hanno contribuito anche gli interventi delle categorie al Senato, nella due giorni di audizioni davanti alle commissioni congiunte Finanze e Bilancio, che si è conclusa ieri.
Il ministero non ha ancora fatto sapere cosa cambierà della misura né se le modifiche avverranno a parità di gettito o meno. Dall'esenzione Iva sui trasferimenti degli immobili e dalla sua retroattività, il Governo si attendeva quasi 1,8 miliardi, ma secondo Assoimmobiliare la manovra sarebbe costata al settore molto di più: 28-30 miliardi. Ed è chiaro che nella partita proprio il confronto sui numeri avrà un ruolo di primo piano. Nel pomeriggio, Natale Ripamonti, relatore del provvedimento al Senato, aveva ribadito la disponibilità al confronto della maggioranza.
L'intervento sull'Iva sarà la correzione più importante, ma potrebbe non essere l'unica. Al momento, invece, il ministero esclude ritocchi sul regime delle stock option.
Un ruolo importante nella decisione del Governo l'hanno dunque giocato le argomentazioni delle categorie, alcune delle quali sono state accolte. Del resto, quello contro l'esenzione Iva per gli immobili era ormai un vero e proprio coro. Agli appelli di Assoimmobiliare, Assogestioni, Abi, Confartigianato e Confindustria, ieri, si era aggiunto il grido d'allarme di Ania, Ance, Legacoop, Confedilizia e commercialisti.
Ania. La giornata si era aperta con il presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai. Se, aveva affermato, è «pienamente condivisibile la volontà del Governo di adoperarsi al fine di circoscrivere il fenomeno dell'evasione», tuttavia, «modificando il regime di imponibilità Iva degli immobili», si propongono «misure che, con effetto retroattivo, modificano le regole del gioco di cui il contribuente ha tenuto conto quando ha operato le proprie scelte imprenditoriali. Questo per noi è inaccettabile».
Ance. Le norme antievasione e antielusione contenute nella manovra bis, «pur se animate da ragioni condivisibili, rischiano di risultare punitive verso un settore essenziale per l'economia del Paese». Nella sua audizione, l'Ance aveva ribadito con queste parole la «forte preoccupazione» per la manovra. l'Associazione nazionale dei costruttori aveva quindi chiesto di limitare l'effetto retroattivo lasciando soggetto all'Iva il trasferimento di fabbricato locato per più di cinque anni, nell'ambito di programmi di edilizia residenziale.
Per l'associazione è poi «essenziale» la sopravvivenza dell'imposta di registro agevolata all'1% (abrogata dalla manovra) almeno per l'edilizia residenziale e in particolare quella convenzionata.
Confedilizia. Contrario al nuovo regime anche il segretario generale della Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. Che però si era detto «altrettanto fermamente» contrario «all'introduzione di discriminazioni nel suo ambito di applicazione, discriminazioni che non farebbero che peggiorare le sperequazioni e i privilegi esistenti nel mondo immobiliare».
Legacoop. La retroattività della misura è al centro delle critiche di Legacoop: «Così com'è congegnata determina effetti dannosi e ingiusti, occorre dunque trovare soluzioni che siano meno penalizzanti per gli operatori e non producano effetti distorsivi sul mercato».
Ragionieri e commercilaisti. Posizione congiunta per le categorie contabili. Il recupero dell'Iva detratta sugli acquisti, con effetto retroattivo, va «semplicemente cassata», si legge nella relazione consegnata al Senato. Inoltre, le operazioni di leasing vanno ricondotte all'imponibilità Iva.
G.D.DO.


LE PROPOSTE SUL TAPPETO
Assogestioni. L'associazione del risparmio gestito suggerisce di circoscrivere la portata del regime di esenzione alle locazioni e cessioni dei soli fabbricati a uso abitativo, mantenendo al contempo ferma l'applicabilità di tale regime tanto alle cessioni dei medesimi fabbricati realizzate da imprese che abbiano per oggetto principale la loro rivendita o che li abbiano costruiti o sottoposti a interventi di ristrutturazione da più di cinque anni, quanto alle locazioni poste in essere dalle imprese che li abbiano costruiti per la rivendita. Se questa alternativa non bastasse a garantire il gettito previsto, Assogestioni propone di applicare sui trasferimenti di immobili, anche se imponibili agli effetti Iva, le imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale. Questa previsione eviterebbe ai fondi immobiliari e agli altri operatori istituzionali del settore gli ingiustificati e pesanti oneri connessi all'esclusione dal circuito dell'Iva delle locazioni e dei trasferimenti di immobili ad uso terziario
Abi. L'associazione delle banche è convinta che obiettivi antielusivi possono essere ugualmente perseguiti dal legislatore con modalità alternative, che non stravolgano l'impianto della disciplina Iva. Questo risultato potrebbe essere raggiunto attraverso l'individuazione di indici di anomalia che possano giustificare, volta per volta, la denegazione del regime Iva alle singole operazioni: ad esempio, quando l'intervallo temporale intercorrente tra acquisto e cessione dell'immobile risulti incongruente con l'utilizzo strumentale dello stesso
Ance. Queste le proposte principali avanzate dall'Associaiozne nazionale dei costruttori edili: limitare l'effetto retroattivo della norma e lasciare soggetto a Iva il trasferimento di fabbricato locato per più di cinque anni nell'ambito di programmi di edilizia residenziale
Ragionieri e commercialisti. Il recupero dell'Iva detratta sugli acquisti, con effetti retroattivi, va «semplicemente cassata». Per ottenere gli stessi effetti, si potrebbe anche ipotizzare una "detraibilità ripartita" nel tempo dell'imposta sugli acquisti di immobili, ovvero una "detraibilità differita" al momento della vendita (con conseguente emersione della corrispondente Iva a debito). I principi di neutralità dell'Iva sarebbero salvi e non ci sarebbero discriminazioni a danno del settore. Infine, bisognerebbe ricondurre all'imponibilità Iva le operazioni di leasing

 
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